giovedì 28 febbraio 2013

Affreschi + Design + Vintage


  


  













Premessa: il progetto di ristrutturazione non ha stravolto o alterato la distribuzione degli spazi.

1° Le stanze risultano disposte in successione, una dopo l’altra, senza corridoi.

2° La cornice quindi resta del tutto identica: antica e importante, mantiene tutta la sua carica espressiva.

3° I vecchi pavimenti sono stati salvati e preservati, anche se alcuni pezzi sono andati persi o hanno difetti.

4° Gli antichi rivestimenti sono tutti originari, mantenuti nel loro fragile splendore.

5° Completamente libera è invece la scelta degli arredi: pezzi moderni, che vanno dalle icone di design degli ultimi 50 anni a oggetti ritrovati qua e là, nei mercatini o dai rigattieri, come il tavolo da lavoro collocato all’esterno.

6° Il gusto per il modernariato lascia il posto all’essenzialità del Corian, scelto per il bagno che come la cucina parla un linguaggio decisamente contemporaneo.

Il risultato è quindi un intervento semplice, minimale, ma aristocratico!






martedì 26 febbraio 2013

Vivere in città come in campagna

Un'oasi in città: questo locale, che certamente non era un appartamento in origine, è stato trasformato e ristrutturato per consentire una vita in città del tutto uguale a quella di un gentiluomo di campagna! 

Frutto quindi, quasi certamente, di una riconversione da laboratorio ad appartamento (lo provano le altezze dei soffitti), ha mantenuto in alcuni arredi e strutture l'origine della sua funzione di un tempo.

Anche il giardino consente di dedicarsi alle passioni tipiche, che sono quelle di circondarsi di fiori, piante, odori, per allontanarsi dai frastuoni metropolitani (e qui siamo a Londra)! 

Cosa altro chiedere in questo inizio secolo, già così provato e angosciante, se non una casa, una abitazione, un habitat ampio ma intimo e confortevole, se non un "elisir" di lunga e sostenibile vita?
  








Questo articolo è un omaggio a chi comincia a sognare una casa di campagna, un orto ricco, piante di frutta, il canto degli uccellini, albe e tramonti sulle colline. 

A chi pensa al profumo del pane caldo, all’uovo fresco, alla pasta fatta in casa, all’olio genuino. Si susseguono nella mente questi luoghi e queste atmosfere come fossimo sospesi nel tempo. La vita fuori dalla città ci appare la realizzazione di un sogno, di una ricerca interiore, la riscoperta di tempi e scadenze differenti, molto più umane.

Però la città offre mille alternative di svago e divertimento. Eventi, mostre, pub, teatri, concerti, musei, shopping, cinema, discoteche, e tanto altro, magari poi in effetti proprio mille non sono, ma ci va bene lo stesso. Ma io poi di che mi lamento? Sto a ROMA!







sabato 23 febbraio 2013

Giardini Terapeutici - Healing Gardens: un legame tra verde e salute











Chi vive l'esperienza di trascorrere qualche giorno o settimana in ospedale rimane solitamente colpito o segnato: un'impronta indelebile sul modo di provare dolore, sofferenza, e un senso di disorientamento nell'ambiente sanitario ormai riconosciuto. Sicuramente la paura e l'ansia che si provano in questi edifici possono lasciare una sensazione di vulnerabilità, fragilità, estraneità, spavento. 

Semplicemente invece portarsi all'esterno a contatto con la natura, ad annusare e odorare, a sfiorare o toccare piante e fiori, riduce la depressione e il senso di disorientamento.
Il giardino terapeutico nei paesi anglosassoni si chiama: Healing Gardens.

Il numero crescente di persone anziane che ci sarà in Italia rende più importante che mai il promuovere un invecchiamento attivo, sano per tutti e soprattutto per gli anziani. L'invecchiamento attivo vuol dire: invecchiare in buona salute, essere in grado di affrontare e vivere la propria vita in modo autonomo e indipendente. E' fondamentale per gli anziani preservare la mobilità e quindi l'indipendenza.

L'invecchiamento sano può aumentare la partecipazione delle persone anziane, consentendo loro di migliorare la loro qualità della vita. Questo significa praticamente che il futuro aumento della sanità, della sicurezza sociale e del sistema pensionistico possono beneficiare di scelte terapeutiche.

La gente non diventa solo più anziana, ma molti, complice anche la disponibilità di tempo, sono anche di solito più energici e attivi in età avanzata. E così cambia anche l'aspettativa. Se fitness e salute sono i fattori chiave per essere più dinamici e attivi, allora bisogna creare nuove aree aperte per anziani chiamati giardini terapeutici.

I giardini terapeutici forniscono opportunità per l'esercizio e l'attività fisica, si possono fare nuovi incontri e contatti sociali e sono facilmente accessibili e frubili se studiati con un accesso alla natura ridefinito.

Tra il 1980 e il 2000 studi internazionali hanno approfondito il rapporto natura - malattia. Il professor Roger Ulrich dell’Università del Texas, responsabile del Center for Health Systems and Design Colleges of Architecture and Medicine, iniza a fare delle ricerche incentrate sul legame malattia - natura.

A seguito dei suoi studi ha scoperto che prendendo due gruppi di pazienti il più possibile omogenei quanto a età, patologia e peso corporeo, il gruppo che gode di una "vista verde" si riprende molto più rapidamente dall’operazione chirurgica, risultano meno stressato e più carico psicologicamente.

Le tre scoperte fondamentali di questi studi dimostrano che:

- Guardare o sostare nella natura provoca cambiamenti fisiologici e psicologici positivi;

- Corpo e mente tornano in uno stato di equilibrio e contribuiscono al riprisitno di uno stato di integrità e di salute;

- Il guardare la natura, entrare in contatto con essa in un contesto ospedaliero, aiuta a velocizzare i tempi di recupero terapeutico e di conseguenza fa risparmiare denaro per la degenza alla comunità.











giovedì 21 febbraio 2013

Ristrutturare un CASALE ex Stalla in stile con Pietra Cemento Legno

E qui siamo nella provincia occidentale di Cáceres in Spagna

L'intervento ha come oggetto delle vecchie stalle abbandonate ma magicamente e accuratamente ristrutturate dallo studio di architettura  Abaton

Una ristrutturazione che trasforma una stalla rurale in un casale splendido e sostenibile. I pannelli solari infatti forniscono energia durante l'estate, mentre turbine approfittano dei due corsi d'acqua che attraversano la proprietà per la fornitura di energia elettrica in inverno. L'acqua piovana viene restituita al terreno. 

I materiali sono riciclabili. Grandi distese di pavimenti in pietra forniscono massa termica. I principali dettagli che mi colpiscono, come sempre, sono la pietra, il cemento, gli arredi che strizzano l'occhio al minimal hanno una forte componente naturale e poi come non lasciarsi incantare da questo paesaggio davvero impressionante?





  

  













lunedì 18 febbraio 2013

Monogrammi e Calligrafia

Il monogramma è un simbolo romantico della propria identità.





La maggior parte di quello che noi riteniamo essere "monogrammi" sono in realtà cifre o lettere (semplicemente). Le lettere in un monogramma vero dipendono l'una dall'altra. Come dire? Si intersecano leggermente, si congiungono l'una all'altra.

Jean Wilde Clark scrisse un libro proprio sull'importanza storico sociale dei monogrammi; e scrisse: "Un monogramma sorprendente, che unisce le prime lettere del nome e cognome o il nome e il cognome, è un possesso invidiabile" (Jean Wilde Clark nel libro: A Desk Book on the Etiquette of Social Stationery).

Il libro fu stampato nel 1910. Tuttavia, ancora oggi, il monogramma è una personalizzazione invidiata e ambita, nonostante siano cambiati i tempi; ma pensate come noi rincorriamo firme e marchi identificati magari solo da un piccolo logo lettera cifra sulla camicia, non è vero forse?










   



  
  







Per secoli chi aveva denaro e un certo status sociale, per mostrare la propria ricchezza e la propria potenza, si faceva anagrammare qualsiasi oggetto, dalla carta da lettere alle lenzuola, (l'alfabetizzazione, dopo tutto, era un privilegio riservato ai ricchi e potenti, se non potenti almeno colti questo sì) e quindi commissionavano a un artigiano la creazione e la realizzazione di un monogramma elegante, da utilizzare per identificare dalle selle alle copertine di libri. Per alcune persone, ad esempio chi viaggiava, era pressoché indispensabile anche al fine di ritrovare i propri bagagli.

Un desiderio di unicità senza precedenti sì, ma anche, scrive Clark nel libro: A Desk Book on the Etiquette of Social Stationery "la necessità di originalità e inusualità...".

Per una signora tradizionalmente si esigeva il monogramma sulla biancheria da letto.
Per un signore tradizionalmente si esigeva il monogramma sulla argenteria.

Udite udite: il monogramma di una donna ha sempre rappresentato e celebrato la sua identità. Infatti il monogramma rimaneva con la sua identità tutta la vita. Anche se una donna prendeva il nome del marito, lei usava il suo nome da nubile quando, ad esempio, si faceva ricamare le cifre sui fazzoletti, e con esso la famiglia e gli amici la conoscevano e / o la riconoscevano prima che, da sposata, cambiasse il suo nome. (Per le occasioni sociali, nonché la corrispondenza con nuove conoscenze, lei usava il suo monogramma coniugale.)

"Una donna trova molti schemi per il suo utilizzo [il monogramma] nella personalizzazione della sua biancheria intima, della biancheria da tavola, ecc.", scrive Clark "ma il suo tocco sulla sua cancelleria mantiene il più grande fascino".

Infatti la cancelleria era il social media dell'epoca (Collins).



"Tutta la corrispondenza colta sarebbe passata attraverso una lettera, una nota o un biglietto da visita. In un contesto urbano, la posta arrivava tre o quattro volte al giorno. Qualcuno poteva scrivere una lettera al mattino con un invito a cena e ricevere una risposta lo stesso giorno".

Il monogramma non continua ad essere un simbolo di ricchezza e notorietà per sempre. Con l'ascesa della borghesia durante l'epoca vittoriana e la produzione di massa sempre più persone si trovano con un reddito spendibile. "Quando sono cresciuto", Collins ricorda, era normale per chiunque avere piccoli fazzoletti con le proprie iniziali.

Tuttavia il monogramma rimane un simbolo romantico della propria identità (retaggio evidentemente di chi sapeva leggere e scrivere).





















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