sabato 25 maggio 2013

La rinascita dello stile PREPPY: navy, madras, righe, stemmi,












































E per una volta voglio parlare dello stile Preppy: caratterizzato da linee e tendenze di arredo all'insegna di uno chic easy going, vagamente sportive, vagamente ispirate ai campus universitari.

Lo stile Preppy è fatto di una eleganza rilassata che re-interpreta alla perfezione il british style. Un vero antidoto a superficialità e consumismo che dominano e imperversano ogni stagione.

E' uno stile il cui nome deriva da “Pre-College Preparatory School” destinato a marchiare l’apparenza trionfante dei figli dell’alta borghesia anglosassone, i Wasp (White Anglo Saxon Protestants). Bianchi, benestanti, benpensanti, venivano svezzati nei campus più costosi degli States per diventare la futura classe dirigente e andavano in giro vestiti un pò come i protagonisti di Momenti di Gloria.


Nessun motivo per avere solo un tono bon chic bon genre, ma una volontà semplice e pratica di comodità, ricercatezza, eleganza, ma stile week end.

Secondo alcuni lo stile Preppy è uno stile genuinamente autoctono, tipico delle costa nordest degli USA. Secondo altri lo stile Preppy è lo sportswear snob degli atenei anglosassoni.

Nel 1948 la rivista Esquire pubblica un "manifesto" sul "bold look" americano del dopoguerra. afferma che ormai gli Stati Uniti, giunti alla leadership mondiale, non hanno più complessi di inferiorità nei confronti del vecchio continente, e che si sono emancipati dai dandies aristocratici europei, espressione di una società inconcludente, vanesia, pallida.

Curiosa quindi la storia dello stile preppy nella moda.

La gente di Boston e di New York si inventò un nuovo stile per il tempo libero: il "go to hell". Go to hell vuol dire "va all'inferno", perché loro, nei week end (trascorsi negli esclusivi country clubs e nelle ville di Newport), all'inferno mandavano i completi, le divise di flanella scura, che indossavano tutta la settimana per andare in ufficio. Il "go to hell" fu sostanzialmente il precursore dello stile Ivy League e poi dello stile Preppy con i suoi motivi cravatta (i motivi dei clubs, araldici, o spiritosi),o in madras colorato.

E' meglio chiarire le sottili differenze tra Preppy e Ivy.

Il preppy si distingue dall’Ivy League per la ricerca di una nota glamour o almeno eclettica, in genere ottenuta con l’uso di griffe o di dettagli presi dalla moda più attuale e ridotti a citazione sofisticata.

Il preppy ha un contenuto almeno parzialmente caduco, ancorato alla contemporaneità e quindi alla grande comunicazione, mentre l’Ivy è sede di materiali, fogge e anche marchi immutabili.

Dopotutto il preppy nasce tra studenti delle scuole medie superiori, quindi è inevitabilmente e giustamente meno colto e sereno dello stile Ivy, meno adulto dello stile Ivy, universitario e condiviso anche dai professori.


Curiosità: nel preppy puro mancano i jeans ed in generale il denim, sotto qualsiasi forma o travestimento si presenti. C'è in questo rifiuto la volontà di esprimere un'affermazione che è sociale; il messaggio dei jeans è (almeno originariamente e sostanzialmente) individualista e forse sovversivo. Il jeans è single sin dai tempi in cui vestiva i cowboys, sempre rigorosamente scapoli o vedovi. Il preppy, invece, non disdegna un buon matrimonio, anzi!

Comunque la bibbia dello stile preppy è il testo: The Official Preppy Handbook. Il libro esce nel 1980 ed è rivolto ai giovani che si sforzavano di ascendere dal livello di figli di ricchi a quello di figli di ricchi che li hanno mandati all’Università ed è stata sottoposta a un updating da Terzo Millennio (True Prep: It’s a Whole New Old World) dalla stessa autrice, Lisa Birnbach.

«Ho visto una coppia in blazer beige e pantaloni a coste: due preppy perfetti. Erano italiani. A Los Angeles» (Lisa Birnbach, dal libro True Prep). Ma no?


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