sabato 2 novembre 2013

Quali scelte d'arredo?
















  




La creatività non è quello che generalmente la gente crede. Non è solo immaginazione, fantasia o estro. È anche metodo, volontà, ostinato rigore, come diceva Leonardo da Vinci.


Se guardo le statistiche delle pagine maggiormente visitate sul mio blog non mi sorprendo: tutte le pagine più visitate rimandano a post relativi al new rural, new country, diy = fai da te, case naturali, provenzali, scandinave, shabby chic, fatte in pietra, o arredate in legno dall'aspetto vissuto, in ferro battuto spesso riciclato; l'aspetto materico delle superfici e degli arredi lascia intendere la ricerca da parte delle persone di un respiro spirituale straordinario nel décor.


Oggi, in un tempo reale o in una realtà percepita fatti spesso di delusioni sopraggiunte alle speranze, vorremmo condurre l’esistenza in un mondo la cui architettura e arredamento d'interni siano armoniosi, vivibili e ovviamente ecosostenibili, con schemi differenti da quelli fin'ora codificati e pianificati, somministrateci come valori esistenziali imprescindibili.


Bisogna decidersi a ragionare sul presente (cercando di renderlo meno alienante) e mutare esistenzialmente ciò che il mito del progresso assoluto ha creato.


Abbiamo vissuto anni di ubriacatura consumistica e finito per fare una amara denuncia di fallimento e disordine, la mancanza di una architettura a misura d'uomo, questi luoghi mentali, questi intorni spaziali, questo décor, ci impone di rivedere tutto.


Da qui si parte per capire quindi il successo di certi stili, lo shabby chic, il new rural chic, l'industrial vintage, ect.

Stili in cerca di autenticità e matericità (verrebbe da aggiungere), proprio solo per raggiungere ricerca estetica e comunicazione poetica attraverso la semplicità e la ruvidità di un arredamento.

Quando la bellezza di un interno si adagia su ruvide sporgenze materiche...

l’odore del legno invecchiato, la freschezza del cotone grezzo e del lino, l’eleganza essenziale del bianco. Un nuovo modo di arredare la casa, fatto di oggetti di recupero portati a nuova vita valorizzando i segni lasciati dal tempo.

Ma cosa ci può essere di chic in qualcosa di logoro e trasandato? La risposta, che giustifica l’ossimoro più digitato su Pinterest e Istagram da chi è in cerca di ispirazione, è che l’eleganza non è data dalla perfezione dei dettagli, ma dall’armonia di accostamenti e forme e dalle sensazioni che questo miscuglio, se esercitato con sapienza, può trasmettere.




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