giovedì 25 giugno 2015

I will be king and you, you will be queen


In ""Heroes"" David Bowie cantava:

I, I will be king
And you, you will be queen
Though nothing will drive them away
We can beat them, just for one day
We can be Heroes, just for one day















  











Alle prese con i problemi di tutti i giorni, qualcuno dovrebbe insegnarci come vivere da re e da regina; sarebbe utile e rassicurante, visto che siamo nati e cresciuti con le fiabe che li vedevano protagonisti. Le quotazioni del blasone a volte salgono a volte scendono, ma mi pare che le debuttanti di mezza Europa e i loro cavalieri tornano a volteggiare in valzer sfarzosissimi come una volta.

C'è da dire che, secondo me, un vero aristocratico non dovrebbe abbandonare riservatezza, tradizione e discrezione per cedere alle lusinghe del presenzialismo su giornali e tv, o della mondanità che reclamizza qualche pregiato vino di famiglia! Eh no, una volta si diceva che un nobile doveva finire su un giornale solo tre volte nella vita: nascita, matrimonio e morte. Ma si sa i tempi cambiano per tutti e forse molti nobili non se la passano più neppure tanto bene.

Non so dove ho letto che questo esercito di 230 duchi circa, 520 marchesi circa, 920 conti circa, 370 baroni circa, e gli innumerevoli principi che compongono la labirintica geografia della nostra aristocrazia peninsulare, ufficialmente non esistono, perché i titoli sulle carte di identità non compaiono; però tutti, come è però giusto che sia, convivono tranquillamente partecipando sia ai salotti aristocratici, sia ai salotti borghesi, dove sono sempre ospiti graditi.

La differenza tra i rampolli dell'industria e quelli del blasone? Ormai poche: stessi collegi religiosi, stessi master universitari, a volte stesse scuole pubbliche, perché lo status symbol è gradito anche lì. Anche le professioni non differiscono molto: chi lavora nelle aziende di famiglia, chi si occupa di business administration (parchi e castelli costano), chi si infila nel mondo dello spettacolo o della moda, chi approfitta della propria educazione per diventare P.R.

Nella maggior parte dei casi hanno saputo reinventarsi, mettendo a frutto castelli e proprietà e diventando "imprenditori della nobiltà": castelli e terreni sono sfruttati secondo l’idea moderna per cui lavorare nobilita l’uomo in ogni senso. Alcune famiglie non sono rimaste al passo con i tempi e la nobiltà non implica ricchezza. Non dimentichiamoci che possedimenti non produttivi come castelli e tenute hanno alti costi di mantenimento.

La situazione è diversa da città in città, da regione in regione, ma in linea generale i giovani rampolli hanno poco di formale e sussiegoso.

Com'era? I, I will be king
And you, you will be queen...



domenica 21 giugno 2015

Qual è il modo migliore per riutilizzare o riciclare vecchie tazze da tè?


l'idea poetica: un piccolo giardino per una ninfa
l'idea ecogreen: cache pot per minipiantine
l'idea luminosa: trasformarle in lampadari smile
l'idea estetica: portafiori quasi monocromatici per la tavola
l'idea per riporle: impiliamole una sull'altra
l'idea poetica: quadri giardino per una parete
l'idea enfant prodige: dove attirare gli uccellini

l'idea cool: trasformarle in portacandele
l'idea floreale: appoggiarle sul candelabro
l'idea vintage: appoggiarle su vecchi libri con delle rose
l'idea d'arredo: muschio, rose e foglie per il bouquet
l'idea smart vale anche per i barattoli da tè vuoti
l'idea francese: nessun rimpianto se diventano alzate per biscotti e dolci
l'idea storage: utilizzarle come appendiutensili da cucina
l'idea fai da te: impilando tazze, piatttini e teiere ecco la base per una lampada
l'idea fai da te: con tazze e piatttini a diverse altezze otteniamo un lampadario
l'idea fashion: teiera nera e tazze in vetro per il lampadario onirico
l'idea scenografica: tazze in vetro trasparente per il lampadario da giardino
l'idea fai da te: invece delle gocce di cristallo per il lampadario?
l'idea bonsai: minigiardino con piantine grasse
l'idea tradizionale: ma il tè delle 5 no?





sabato 20 giugno 2015

25 idee per trasformare una casa di campagna



  

  

  





  















Voglio andare a vivere in campagna...
è una delle frasi più ricorrenti, una delle frasi che sento sempre più spesso. La villa fuori porta, il casale ristrutturato sulla collina, e perfino il piccolo podere da coltivare, sono i desideri o i sogni sempre più frequenti.


Colpa della città, che è diventata in molti casi un incubo. E del lavoro, che è complicato, stressante, alienante. Tanto che quando la sera raggiungi casa fuori città, nel verde e con l'orizzonte aperto, provi un immenso piacere ed un senso appagante di relax. 


Spostandoti di pochi chilometri da ingorghi urbani sempre più impietosi, hai la sensazione di ritrovarti, se non addirittura di essere immerso, nei ritmi lenti e dilatati della vacanza.


Ma a quanto pare nessuno avrebbe più voglia di vivere in quelle stanze se non si rinfresca la ruralità e la semplicità; dopotutto un tocco "easy & chic", scanzonatamente blasonato rende gli ambienti più attraenti proprio nel contrasto. 


Ecco qualche idea per trasformare una semplice casa di campagna come una dimora di campagna di una volta e riscoprire i tesori del passato. Con mobili vecchi, magari in stile, magari banalissime riproduzioni, ma il cui legno mantiene il suo colore naturale e le sue sfumature, cn un aspetto invecchiato e magari leggermente sbiancato; effetto bellissimo, attuale e di carattere.


Chic e senza tempo, così si mette in primo piano quella casa che ci sembrava vecchia e angusta!


E se queste idee non bastano, visita tutta la sezione:


Dimore di Campagna - Country Houses









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